PRIN2017 - Iniziativa One Belt One Road (OBOR): questioni legali ed effetti sul finanziamento e sullo sviluppo di infrastrutture marittime e multimodali da parte di investitori cinesi in Italia

Il progetto di ricerca affronta le sfide e le problematiche del progetto One Belt-One Road (anche noto come Belt and Road Initiative - BRI), che è l'esempio più rilevante della nuova politica commerciale intrapresa dalla Repubblica Popolare Cinese (RPC) per collegare la Cina con l'Europa, l'Asia, l'Oceania e l'Africa. Questo ambizioso progetto comprende (ma non si limita a) lo sviluppo di due grandi rotte e delle relative infrastrutture: la Cintura economica della Via della Seta (la Cintura) attraverso l'Asia centro-occidentale e l'Europa centrale, e la Via della Seta marittima del XXI secolo (la Strada), che collega il Sud-Est asiatico, l'Oceania, il Nord Africa fino all'Europa, all'interno della quale l'Italia gioca un ruolo chiave.

Il Progetto di Ricerca ha lo scopo di individuare i possibili strumenti legali e finanziari per attrarre e consentire a un investitore cinese di finanziare la costruzione e/o la gestione di un'infrastruttura di trasporto in Italia secondo la legge italiana e comunitaria e coerentemente con le esigenze di sostenibilità, sia dal punto di vista ambientale che culturale. Il Progetto valuterà anche i requisiti e i limiti, secondo la legge cinese, agli investimenti di una società interamente privata o pubblica cinese in infrastrutture occidentali.

Poiché l'iniziativa Belt and Road Initiative comprende progetti transfrontalieri che coinvolgono altri Stati membri dell'UE, è necessario anche identificare a chi appartiene l'autorità per negoziare e firmare i suddetti accordi con la RPC, in particolare se l'UE ha la competenza per cooperare direttamente con la Cina. Inoltre, il Progetto prevede anche la sostenibilità del BRI sia dal punto di vista ambientale che culturale, il regime di controversie derivanti dai rapporti tra investitori cinesi ed enti italiani e i più ampi effetti del BRI sugli scambi tra i diversi Stati ivi coinvolti.

Il Progetto di ricerca prevede anche la realizzazione di una cartografia della NSR proposta dal Governo di Pechino, sviluppata sulla base delle mappe di OpenStreetMap.

Il Progetto è quindi essenzialmente interdisciplinare. A tal fine, il gruppo di ricerca, il cui principale investigatore è il Prof. Stefano Zunarelli (Università di Bologna), noto esperto di diritto dei trasporti e del commercio internazionale, è composto da professori di diritto (esperti di diritto dei trasporti, di diritto cinese e di ADR - Alternative Dispute Resolutions), economisti, sinologi, geografi, esperti di zone franche, ingegneri. I membri appartengono a quattro diverse unità di ricerca: Alma Mater Studiorum - Università di Bologna (coordinata dal professor Zunarelli), Università di Uninsubria Varese-Como (coordinata dalla professoressa Barbara Pozzo), Università di Trieste (coordinata dal professor Angelo Venchiarutti, con la partecipazione anche del professor Massimo Campailla, Università di Ferrara) e Università di Genova (coordinata dalla professoressa Chiara Enrica Tuo).

I risultati scientifici, inclusi libri e articoli ad accesso aperto, sono in fase di pubblicazione.

Principal Investigator e Responsabile dell'unità di ricerca dell’Università di Bologna

Stefano Zunarelli

Professore ordinario