PRIN2017 - Dis/Connessione: Lavoro e Diritti nella Rivoluzione di Internet

Codice progetto: 2017EC9CPX
Main ERC field: SH - Social Sciences and Humanities
ERC subfields: SH2_4 Legal studies, constitutions, human rights, comparative law

Il presente progetto focalizza l’attenzione sui problemi giuridici di regolazione del lavoro che emergono nella c.d. Quarta rivoluzione industriale, ossia quella tecnologica. La ricerca mira, in primo luogo, a verificare, anche in una prospettiva europea e comparata, in che misura l’ordinamento giuridico italiano sia provvisto degli strumenti necessari per rispondere alle nuove esigenze di contemperamento tra efficienza produttiva e tutela delle persone che lavorano. Ambisce, in secondo luogo, a proporre soluzioni alle predette problematiche. A tali scopi, le 4 Unità di ricerca (Università di Bologna, Udine, Venezia Cà Foscari e Napoli), intendono analizzare diversi profili di disciplina dei rapporti di lavoro e dell’organizzazione dell’impresa, per individuare i punti di forza ma soprattutto per evidenziare i limiti e le lacune normative che i nuovi fenomeni nel mondo dell’industria e del lavoro impongono di affrontare e colmare. Questo tema postula anche punti di vista non strettamente lavoristici; sicché il progetto svilupperà l’analisi anche di profili di diritto civile e commerciale (spec. privacy, proprietà intellettuale, concorrenza, mercati).

Principal Investigator

Davide Casale

Professore ordinario

Studiosi partecipanti al progetto
(compresi quelli aggiuntisi es. per bandi d’assegno di ricerca e coloro che sono cessati ad esempio per cambio sede universitaria):

BOLOGNA:

  • Casale Davide
    Professore associato di Diritto del lavoro dell'Università di Bologna (coordinatore nazionale)
  • Battista Leonardo
    Assegnista  di Diritto del lavoro dell'Università di Bologna
  • Cangemi Vincenzo
    RTDa di Diritto del lavoro dell'Università di Torino
  • Castellucci Sebastiano
    Dottorando di Diritto del lavoro dell'Università di Bologna
  • Drigo Caterina
    Professoressa associata di Diritto costituzionale dell'Università di Bologna
  • Gilotta Sergio
    Ricercatore di Diritto commerciale dell'Università di Bologna
  • Guardigli Elena
    Assegnista di Diritto privato dell'Università di Bologna
  • Marinelli Francesca
    Professore associato di Diritto del lavoro dell'Università di Milano Statale
  • Martino Marco
    Professore associato di Diritto privato  dell'Università di Bologna
  • Nisco Attilio
    Professore associato di Diritto penale dell'Università di Bologna
  • Renzetti Silvia
    RTDb di diritto processuale penale dell'Università di Bologna
  • Spedicato Giorgio
    Professore associato di Diritto del commerciale dell'Università di Bologna

UDINE:

  • Zilli Anna
    Professore associato di Diritto del lavoro dell'Università di Udine (coordinatrice dell’Unità di ricerca)
  • Giovanella Federica
    RTDb di Diritto privato comparato dell'Università di Udine
  • Maggio Ida Carla
    Assegnista di Diritto del lavoro dell'Università di Udine sino al 30.06.2021
  • Mazzanti Caterina

    Dottoranda di Diritto del lavoro dell'Università di Udine sino al 31.10.2020

  • Miotto Linda
    Ricercatrice confermata di Diritto commerciale  dell'Università di Udine
  • Riccio Antonio
    RTDb di Diritto del lavoro dell'Università di Cassino
  • Massimiliano De Falco
    Dottorando di Diritto del lavoro dell'Università di Siena, Assegnista di Ricerca nell'Università di Udine

VENEZIA CÀ FOSCARI:

  • Falsone Maurizio
    Professore associato di Diritto del lavoro dell'Università Cà Foscari di Venezia (coordinatore dell’Unità di ricerca)
  • Gaudio Giovanni
    Assegnista di Diritto del lavoro dell'Università Cà Foscari di Venezia
  • Mostarda Ambra
    Dottoranda di Diritto del lavoro  dell'Università Cà Foscari di Venezia

NAPOLI:

  • Monda Pasquale
    RTDb di Diritto del lavoro dell'Università di Napoli Federico II (coordinatore dell’Unità di ricerca)
  • Cordella Costantino
    Assegnista di Diritto del lavoro dell'Università di Napoli Federico II
  • D'Avino Emilia
    RTDa di Diritto del lavoro della Università Parthenope di Napoli
  • Tomassetti Paolo
    RTDb di Diritto del lavoro dell'Università Statale di Milano

Abstract

Il presente progetto di ricerca ha ad oggetto la disciplina giuridica del lavoro nello scenario della c.d. Quarta rivoluzione industriale, caratterizzata dallo sviluppo dell’automazione, dalla produzione robotica intelligente, dalla combinazione di tecnologie fisiche e digitali.
Che la c.d. Quarta rivoluzione industriale comporti degli effetti dirompenti nell’organizzazione del lavoro e nei rapporti di lavoro individuali e collettivi è dato acquisito. La ricerca, dunque, intende mettere a fuoco ed approfondire gli inediti problemi che in questo nuovo scenario economico-produttivo si stanno creando, allo scopo d’individuare le discipline lavoristiche obsolete, perché non più funzionali al nuovo contesto, e le norme che, invece, riescono a svolgere ancora oggi la loro funzione in modo efficace. L’analisi del diritto positivo sarà svolta nell’ottica di attualizzare la protezione dei valori costituzionali, espressi in particolare nel Titolo III della Parte I della Carta del 1948, nel nuovo quadro socio-economico. La ricerca si propone, infatti, di individuare possibili soluzioni che agevolino l’aggiornamento della normativa e della contrattazione collettiva italiane al mutato scenario industriale-produttivo.
Più precisamente, il progetto mira a cogliere ed approfondire i problemi emergenti nei contesti in cui i poteri del datore di lavoro siano esercitati mediante strumenti tecnologici. La rapida evoluzione in senso digitale di molti settori produttivi solleva questioni ormai impellenti di contemperamento di regole e valori diversi, talora difficilmente conciliabili perlomeno in apparenza: da un lato, le esigenze d’efficienza e produttività delle imprese e, dall’altro lato, la dignità e qualità della vita delle persone che lavorano. La ricerca intende indagare soprattutto i problemi giuridici che solleva nei luoghi di lavoro il più pervasivo e dirompente degli strumenti tecnologici, ossia internet, o meglio, l’uso di internet finalizzato a collegare tra loro macchine, sistemi operativi, lavoratori, fornitori e clienti. Benché per più versi novellata recentemente, la normativa lavoristica italiana in materia appare incerta e lacunosa, a fronte delle innovative modalità di gestione di una gamma sempre più vasta di prerogative datoriali: ci si riferisce, soprattutto, al potere di controllo, anche a distanza, e al potere direttivo, in tutte le sue sfaccettature. Le potenzialità che le nuovissime tecnologie offrono e le loro inevitabili ricadute sul diritto alla privacy degli individui inducono inoltre ad una riconsiderazione delle questioni di tutela della dignità del lavoratore riguardo ai limiti imposti al datore mediante il tradizionale divieto d’indagare su aspetti non rilevanti ai fini della valutazione dell’attitudine lavorativa del dipendente. Più in generale, la Quarta rivoluzione industriale rende necessario rileggere molte delle categorie classiche del diritto del lavoro, a partire dalla nozione stessa di subordinazione, alla luce delle nuove figure di lavoratore; si pensi ai c.d. “riders” ed agli altri lavoratori ingaggiati tramite “app”, ma anche ai lavoratori che svolgono prestazioni di natura intellettuale solo mediante collegamenti telematici, etc.
Allo svolgimento del progetto contribuiscono 4 Unità di ricerca che approfondiranno diversi profili della ricerca. L’Università di Bologna (con il ruolo di coordinatore) tratterà “Il nuovo contesto: tecnologia, lavoro, poteri datoriali e diritti della persona”; l’Università di Udine tratterà “Il bilanciamento degli interessi: disintermediazione tecnologica, lavoro e tutela del contraente debole”; l’Università di Venezia Cà Foscari “La qualificazione dei rapporti lavorativi: nuovi lavori, subordinazione e autonomia, esigenze di tutela”; l’Università di Napoli Federico II, infine, approfondirà il tema de “Il sindacato nella Quarta rivoluzione industriale: democrazia, rappresentanza e tutela collettiva”.

Descrizione del progetto

IL CONTESTO E IL TEMA

Nell’era di Internet e della rivoluzione digitale, la figura del datore di lavoro tende sempre più spesso a scomparire come persona fisica volta a dirigere e controllare la fase di svolgimento della prestazione di lavoro, in quanto celata dietro congegni di direzione e controllo a distanza che spersonalizzano, “disintermediano” e, al contempo, potenziano la capacità d’incidenza delle prerogative datoriali scaturenti dal contratto di lavoro. La spersonalizzazione riguarda però solo il datore; viceversa, la “tracciabilità” del singolo lavoratore non ha quasi più limiti, sul piano tecnologico e parimenti economico, giacché i costi di tali tecnologie sono ormai esigui. Per fare un esempio, la geolocalizzazione è ormai possibile non solo in luogo aperto mediante i consueti strumenti satellitari, ma anche all’interno di ambienti chiusi come, ad esempio, gli uffici. Tra pochi anni, inoltre, non solo il vestiario lavorativo ma anche il mobilio nelle aziende non di rado potrebbe essere dotato di sensori (di movimento, di direzione e di pressione, etc.) utili ai fini della salute e sicurezza ma, al contempo, anche dell’efficienza produttiva, financo con il tracciamento micrometrico ed il governo telematico della prestazione lavorativa.
In tale scenario, il RAPPORTO LAVORATORE-MACCHINA tende quasi ad invertirsi, nel senso che la persona rischia di diventare mera appendice di una macchina produttiva reticolare, eterodiretta da un altrove non individuabile né percepibile dal lavoratore stesso. La distanza tra lavoratore e decisioni datoriali non è solo nello spazio fisico, ma pure nel tempo, in quanto l’architettura che guida la produzione si basa su software, quindi può essere programmata in un momento antecedente rispetto al materiale esercizio del potere datoriale stesso. Molti istituti gius-lavoristici assumono così “curvature” del tutto nuove. Primo tra tutti il potere direttivo, il cui esercizio segue forme sempre più “occulte”: si pensi all’impiego di “algoritmi” per l’assunzione di decisioni imprenditoriali, che, nei fatti, implicano una rigida organizzazione della prestazione. E ancora il potere di controllo, che assume talora una caratterizzazione assai pervasiva, sia nell’immediata quotidianità della relazione lavorativa, sia rispetto a tutti i potenziali utilizzi che la conservazione dei dati inerenti alle prestazioni lavorative permette al datore. Inoltre, la nozione di ORARIO DI LAVORO finisce per sfumare, data la reperibilità, immediata e continuativa, richiesta al lavoratore mediante gli ormai comunissimi sistemi di comunicazione elettronica. In tal modo, si pongono delicati problemi di equilibrio e sovrapposizione tra TEMPI DI LAVORO E VITA PRIVATA, ai fini dell’effettiva salvaguardia delle finalità di istituti come le ferie, le astensioni a tutela della genitorialità e soprattutto le pause e i riposi obbligatori. Parimenti subisce un profondo mutamento il concetto di LUOGO DI LAVORO, giacché la prestazione può essere resa a distanza, eventualmente anche in luoghi e postazioni non previamente identificati, come lo stesso legislatore ha riconosciuto con l’introduzione dello “smart working” (l. 81/2017). La rapida evoluzione dei contesti produttivi assegna inevitabilmente un ruolo centrale alla formazione, componente non più solo accessoria del contratto di lavoro.
Pure gli istituti giuridici che implicano l’espressione di un consenso del lavoratore vanno considerati alla luce della crescente ASIMMETRIA DELLE INFORMAZIONI di cui il solo datore dispone sulla singola prestazione lavorativa e sul complesso aziendale, compresi i big data micro-organizzativi propri di ciascuna impresa: si pensi alle politiche di dimissioni incentivate in maniera mirata che talune imprese (es. il colosso Amazon) adottano allo scopo di mantenere costantemente massimi gli standard di reattività produttiva delle persone sul lavoro. L’ampia possibilità, per chiunque e a costo esiguo, di accedere a banche dati pubbliche e private contenenti dati non significativi se presi singolarmente, ma assai utili a profilare gli individui, solleva inoltre problemi inediti per quanto riguarda sia la fase di selezione, sia quella della gestione delle risorse umane: la genericità della formulazione del divieto di indagini datoriali stabilito dall’art. 8 Stat. Lav. è stata punto di forza in passato, ma richiede, oggi, una forte integrazione con i principi (di pertinenza, sufficienza, necessità, etc.) propri della disciplina civilistica della protezione dei dati personali.
Quest’ultima, in particolare, appare di grande importanza, compresa quella di rango secondario dell’Autorità garante della PRIVACY. Ineludibile è inoltre un’analisi della disciplina dettata dall’Ue, in particolare del reg. 2016/679/Ue in tema di protezione dei dati. Tale regolamento lascia spazio alle fonti nazionali in ambito lavoristico, ma implica una profonda rivisitazione di tutti i processi aziendali in materia. La nuova nozione allargata di “dato personale” incrementa le possibilità di interferenza tra dato del lavoratore e informazioni utili all’organizzazione imprenditoriale del datore.
Il contratto di lavoro, come contratto di durata avente funzione organizzativa, ha un contenuto necessariamente aperto a determinazioni del suo oggetto successive alla sua stipula. Sicché esso fa inevitabilmente sorgere i poteri di direzione e controllo sulla prestazione lavorativa. Spetta alla legislazione e alla contrattazione collettiva il compito di delimitare questi poteri. Ebbene, la velocità dei cambiamenti tecnologici mette oggi in difficoltà la capacità dell’ordinamento giuridico di adempiere a questo necessario compito di bilanciamento. Il fenomeno è particolarmente evidente nell’ambito dei settori economici ove si stanno affermando le più diverse piattaforme telematiche di DISINTERMEDIAZIONE o di incontro automatico tra domanda ed offerta di beni e soprattutto servizi: la c.d. gig (o on-demand, peer-to-peer, collaborative, sharing) economy. Esempi sono Uber e Lift, per il trasporto non di linea su gomma; Foodora e Deliveroo, per la consegna a domicilio di cibo, etc.; le più recenti analisi ne censiscono alcune centinaia attive in Italia. A siffatto genere di piattaforme verrà dunque prestata specifica attenzione in questa ricerca.

I CONFINI DELLE TUTELE LAVORISTICHE

Il nuovo scenario produttivo pone importanti interrogativi con riguardo al perimetro della regolazione lavoristica. Risulta evidente l’allontanamento, sempre più rapido, dalla figura del lavoratore subordinato (e, specularmente, dal datore) dell’epoca fordista, ideal-tipo che per lungo tempo ha segnato lo statuto epistemologico della materia lavorista. Peraltro, le nuove forme di lavoro che si stanno sviluppando nell’ambito della Quarta rivoluzione industriale assumono forme eterogenee, non potendo non distinguersi tra il LAVORO SU PIATTAFORMA (Amazon Turk, Task Rabbit, etc.) e TRAMITE PIATTAFORMA (Uber, Foodora, Deliveroo, etc.), posto che, nel secondo caso, permane pur sempre una dimensione di scambio materiale, mentre nel primo lo scambio è puramente virtuale, anche se la dimensione della prestazione del lavoro si colloca al di fuori dalla piattaforma. In questo contesto, è più difficile non solo cogliere la natura subordinata del lavoro prestato, ma addirittura individuare la figura del datore (cfr. le c.d. “umbrella companies”, non ancora diffuse in Italia e che fungono da fondo mutualistico per i “platform workers”).
È emerso prepotentemente il problema della QUALIFICAZIONE dei lavoratori della “platform economy”. Le prime decisioni dei giudici in Italia, in UE come in altri ordinamenti nazionali mostrano le diverse soluzioni ermeneutiche praticabili e gli importanti effetti che dipendono dalle diverse opzioni accolte (cfr. Giud. lav. di Belo Horizonte, 14 febbraio 2017; Labor Commissioner, State of California, Berwick vs Uber Technologies inc., Case 11-46739, 10 marzo 2015; Employment Tribunal di Londra, Mr Y Aslam, Mr J Farrar and Others v Uber, Case 2202551/2015, 28 Ottobre 2016). In taluni ordinamenti sono state sperimentate di recente varie tecniche per garantire una maggiore tutela ai lavoratori autonomi (o, meglio, a un loro sottoinsieme), mediante l’inserimento di una “categoria intermedia” (es. in Gran Bretagna e Spagna). In Italia, la riconducibilità nell’alveo della subordinazione giuridica del lavoro nelle piattaforme digitali continua ad essere pressoché l’unica chance di accesso ad un nucleo ancora ampio di tutele. Rinnovato rilevo ha assunto con il c.d. Jobs act (d.lgs. 81/2015) il criterio dell’etero-organizzazione di tempo e luogo. Minore impatto sul punto ha il c.d. Statuto del lavoro autonomo (l. 81/2017).

I PROFILI COLLETTIVI

Di grande portata, inoltre, sono i problemi posti dalla c.d. Quarta rivoluzione industriale sul versante collettivo; problemi riconducibili, principalmente, alla RAPPRESENTANZA dei “lavoratori digitali” e alla loro tutela collettiva. In particolare, numerosi sono gli autori secondo cui le organizzazioni sindacali storiche non possono più astenersi dall’instaurare forme definite di “comunicazione” con i “lavoratori digitali”, interpretandone e tutelandone le peculiari istanze di tutela contro la precarietà e la discontinuità del lavoro: il loro apporto viene ritenuto essenziale per una protezione elevata e diffusa dei suddetti lavoratori. Tuttavia, il percorso che porta le suddette organizzazioni a imporsi come interpreti degli interessi espressi dai “lavoratori digitali” appare decisamente in salita. E questo soprattutto se si osserva la realtà nazionale, poiché l’indagine comparata evidenzia già interessanti sperimentazioni (ad es. in Svezia).
La mancanza di un soggetto capace di sintetizzare le moderne istanze dei “lavoratori digitali” viene avvertita, in modo sempre più diffuso, come un vuoto non più trascurabile. Anche perché il rischio è di generare molteplici organizzazioni “spontanee”, per svolgere azioni di AUTOTUTELA, con esiti imprevedibili sulla tenuta del modello italiano: sempre più incentrato – dopo la crisi del sistema sindacale di fatto – su una rappresentatività sindacale stabile, reale ed effettiva.
La problematicità dell’incontro tra il sindacato storico e l’articolato mondo dei “LAVORI DIGITALI” dipende anzitutto, dalla già menzionata difficoltà di qualificare giuridicamente questi ultimi. Il diritto sindacale italiano risulta ancora collegato al lavoro subordinato: un aspetto non marginale, che potrebbe limitare le possibilità di tutela di prestatori la cui collocazione nell’area della subordinazione è tutt’altro che pacifica. Basti solo considerare che, qualificare i “lavoratori digitali” come autonomi comporta problemi non marginali, dal momento che la presenza di soggetti collettivi, abilitati a stipulare accordi collettivi e a organizzare azioni di autotutela, potrebbe alimentare potenziali contrasti con le norme sulla concorrenza.
Di certo, al di là di tali dubbi, le sfide poste da un moderno mercato del lavoro impongono una decisa apertura del SINDACATO storico alle esigenze dei nuovi lavoratori non subordinati: ciò sia in sede formale, adeguando le regole esistenti (a partire evidentemente da quelle collettive), sia nell’approccio reale. Un’apertura la cui praticabilità passa dalla revisione del tradizionale modo di intendere la democrazia sindacale. Più precisamente, la prospettiva del confronto con interessi individuali tra loro tanto diversi impone di andare oltre il modello tradizionale della democrazia rappresentativa, valorizzando percorsi istituzionalizzati improntati al dialogo costante tra l’organizzazione sindacale e i suoi componenti: un dialogo essenziale per unificare le sempre più variegate istanze dei prestatori di lavoro e per riuscire, al contempo, a interpretare e a gestire anche il dissenso legittimamente espresso.

INTERFERENZE CON IL DIRITTO DELL’IMPRESA

La c.d. Quarta rivoluzione industriale incide anche sul piano delle categorie giuridiche civil-commercialistiche. Occorre domandarsi, se queste nuove modalità di organizzazione dei fattori della produzione non implichino una ridefinizione di talune nozioni classiche, come quelle di “imprenditore”, “impresa” e “azienda”, tradizionalmente caratterizzate da economicità, professionalità e da un certo grado di organizzazione e stabilità. Va valutata l’opportunità (e gli effetti) dell’eventuale estensione di tali nozioni, e dello statuto giuridico ad esse connesso, anche ai nuovi fenomeni oggetto di analisi. E ciò non soltanto sotto il profilo dell’applicabilità del c.d. statuto giuridico dell’imprenditore, ma anche sotto il connesso e fondamentale profilo dell’applicabilità ai nuovi operatori della disciplina sulla concorrenza, come mostrano le recenti controversie che hanno visto in tutta Europa contrapposti Uber e i suoi driver da un lato e le cooperative di taxi dall’altro (v. C. giust. Ue, C-434/15, 20 dic. 2017, Asociación Profesional Elite Taxi c. Uber Spain).
Occorre, inoltre, interrogarsi sul modo in cui le nuove modalità di lavoro incidano sulla regolazione della proprietà intellettuale: un aspetto di crescente rilievo nel contesto di un’economia per molti versi immateriale. Sono coinvolti molti profili inerenti alla titolarità dei diritti sui beni immateriali (software, banche dati, invenzioni, ecc.) che vengono creati dai nuovi “workers”. Tanto la disciplina del diritto d’autore, quanto quella brevettuale, prevedono difatti regole d’attribuzione degli “intellectual property rights” sulle opere e invenzioni create nell’ambito o in esecuzione del rapporto di lavoro articolate intorno alle categorie giuslavoristiche classiche di lavoro subordinato e autonomo, le quali appunto paiono oggi in sofferenza. Trattando dei limiti giuridici applicabili a strumenti tecnologici funzionanti mediante software proprietario, sovente personalizzato in base al settore economico ed al modello di business della singola impresa, assume importanza anche l’interazione tra diritti di informazione e consultazione sindacali e disciplina del segreto industriale.

Omissis

Pubblicazioni nel primo anno di progetto:

  • Carchio C., Mazzanti C., Streghts And Weaknesses Of Platform Work.., in Bellomo-Ferraro, Modern Form of Work, University Press Sapienza, 2020, 73-91 [capitolo di libro OPEN ACCESS GOLD]
  • Casale D., Early Retirement in the Italian.., «ITALIAN LABOUR LAW E-JOURNAL», 2020, 13, 103-123 [rivista OPEN ACCESS GOLD]
  • Casale D., El interés del trabajador en el ingreso ..., «REVISTA IBÉRICA DO DIREITO», 2020, I, 207 - 233 [rivista OPEN ACCESS GOLD]
  • Casale D., La tecnologia nella gestione della previdenza .., in F. da Silva Veiga e D. Pires Fincato (diretores), Estudos de direito desenvolvimento e novas tecnologias, Instituto Iberoamericano de Estudos Jurídicos, Universidade Lusófona do Porto, 2020, 9-22 [capitolo di libro OPEN ACCESS GOLD]
  • Castellucci S., Blockchain e misurazione dell’orario di lavoro, in Federalismi, 2021, 2, 45-52 [rivista OPEN ACCESS GOLD].
  • Castellucci S., I controlli difensivi.., in ADL, 2020, 1, 138-148 [nota a sent, GREEN ACCESS].
  • Castellucci S., Il riposo giornaliero.., in LPA, 2020, fasc. 4, [nota a sent].
  • Castellucci S., L’applicazione dell’art. 4 Stat. Lav..., in LG, 2020, 1089-1095 [nota a sent, GREEN ACCESS].
  • Falsone M., Recensione a "Aloisi, De Stefano, il tuo capo è un algoritmo, Laterza, 2020" su L'indice dei libri del mese, 12 2020.
  • Gaudio G., Algorithmic management, poteri datoriali e oneri della prova... Labour & Law Issues, 2020, 6(2), 19-71. https://doi.org/10.6092/issn.2421-2695/11955 [rivista OPEN ACCESS GOLD]
  • Giovanella F., Can ‘Things’ Be Defective Products?..., European Journal of Consumer Law, 3/2020, 587-609 [rivista]
  • Marinelli F., Pandemia e mercato del lavoro...tecnologia, in LDE, n. 3/2020, 1-10 [rivista OPEN ACCESS GOLD]
  • Miotto L. (e Speranzin), I pagamenti elettronici, in Diritto del Fintech a cura di Cian-Sandei, Padova, 2020, 163-194 [capitolo di libro]
  • Monda P., Covid-19 e riders.., in DLM, 2020 [rivista]
  • Monda P., Innovazioni tecnologiche e lavoro nelle pubbliche ..(parr. da 6 a 11), in DRI, n. 2, 2020 [rivista]
  • Monda P., Lavoro pubblico e trasformazione digitale, in SINAPPSI, n. 1, 2020 [rivista OPEN ACCESS GOLD]
  • Monda P., Lo Statuto dei lavoratori alla prova di “Industria 4.0”…, in Quaderni DLM, 2020 [rivista]
  • Monda P., Some thoughts on industry 4.0 and trade unions, in The Future of Work, ed. by Perulli-Treu, 2020 [capitolo di libro]
  • Renzetti S., Artt. 266-271, e Malavasi R. e Renzetti S., Artt. 247-252, in Comment. breve al C.P.P., a cura di Illuminati-Giuliani, Cedam, 2020, 1141-1162 e 1030-1050 [commento giuridico]
  • Zilli A., Il lavoro agile per Covid-19 come “accomodamento ragionevole”..., in Labor, 4/2020 [rivista]
  • Zilli A., Il reclutamento emergenziale …, in Garofalo, Tiraboschi, Filì, Seghezzi (a cura di), Welfare e lavoro .., Vol. II: Covid-19 e sostegno .., 1-14, in https://moodle.adaptland.it [capitolo di libro OPEN ACCESS GOLD]

Relazioni e interventi nel primo anno di progetto:

  • 24 aprile 2020, P. Monda, relazione dal titolo “Lo SMART WORKING e l’emergenza sanitaria” al Convegno su “Lo sviluppo tecnologico: opportunità e rischi” svolta mediante Microsoft Teams, Università di Napoli Federico II;
  • 27 giugno 2020, A. Zilli (anche organizzatrice), WEBINAR SMART WORKING: LUCI E OMBRE, Udine.
  • 1 luglio 2020, M. Falsone, DIRITTI SINDACALI dei lavoratori tramite piattaforme digitali, a “Etero-organizzazione e lavoro mediante piattaforma digitale” organizzato dall’Università di Roma Sapienza e la rivista Labor, Roma-Pisa.
  • 7 luglio 2020, A. Zilli, Il LAVORO AGILE durante l'emergenza epidemiologica, AGI AIGA su piattaforma zoom.
  • 30 ottobre 2020, P. Monda, relazione dal titolo “TELELAVORO e smart working tra dinamiche organizzative e identità giuridica” al Convegno su “Tutela della salute pubblica e rapporti di lavoro” svolta mediante Microsoft Teams, Università di Napoli Federico II
  • 22-23 novembre 2019, C. Drigo, relazione dal titolo "POTERE DIGITALE E DEMOCRAZIA: spunti di riflessione e (molti) problemi aperti", al Convegno ICONS 2019 "Le Nuove Tecnologie E Il Futuro Del Diritto Pubblico”, Firenze.
  • 14 dicembre 2020, G. Spedicato, Relazione "Qualche breve riflessione su «Capitalismo immateriale» di Stefano Quintarelli" al convegno di presentazione del libro medesimo, Università di Bologna.
  • 16 dicembre 2020, G. Spedicato, Relazione "Creatività artificiale e proprietà intellettuale" al seminario "Creer AI the future of creativity" organizzato dall'Alma Mater Research Institute for Human-Centered Artificial Intelligence, Università di Bologna.
  • 26 gennaio 2021, F. Marinelli (anche co-organizzatrice), relazione “Gender gap e lavoro al tempo del Covid-19. Analisi del fenomeno nel contesto internazionale” al Webinar “Gender gap e lavoro al tempo del Covid-19” organizzato dall’ordine degli Avvocati di Milano col patrocinio dell’Associazione delle Donne Giurista Italia (ADGI) e la Scuola Forense di Milano.

Pubblicazioni nel secondo anno di progetto:

  • Battista L., The European Framwork Agreement on Digitalisation: a tough coexistence within the EU mosaic of actions, in Italian Labour Law e-Journal, 1, 2021, 105-121, DOI: https://doi.org/10.6092/issn.1561-8048/13357 [articolo in Rivista OPEN ACCESS GOLD].
  • Castellucci S., Blockchain e misurazione dell’orario di lavoro, in www.federalismi.it [articolo in Rivista OPEN ACCESS GOLD]
  • Cordella C., Il lavoro dei rider: fenomenologia, inquadramento giuridico e diritti sindacali, WP C.S.D.L.E. "Massimo D'Antona".IT 441/2021 [wp OPEN ACCESS GOLD].
  • Falsone M., Fattorini di tutto il mondo unitevi!, recensione a Marco Marrone, Rights Against the Machines! Il lavoro digitale e le lotte dei rider, in L’indice dei libri del mese, 11, 30 [contributo breve in Rivista].
  • Falsone M., Nothing New Under the Digital Platform Revolution? The First Italian Decision Declaring the Employment Status of a Rider, in The Italian Law Journal, Vol. 07, No. 01, 253-269 [articolo in Rivista OPEN ACCESS GOLD].
  • Falsone M., La repressione della condotta antisindacale fra spiazzamenti, potenzialità inespresse ed esigenze di Manutenzione, in LD, 2021, fasc. 2, 373-398, doi: 10.1441/100870 [articolo in Rivista].
  • Gaudio G., La CGIL fa breccia nel cuore dell'algoritmo di Deliveroo: è discriminatorio, in RIDL, 2021, II, 189 [commento in Rivista].
  • Monda P., Telelavoro e smart working tra dinamiche organizzative e identità giuridica, in Quaderni DLM, 2021, p. 285 ss. [volume in serie OPEN ACCESS GOLD].
  • Monda P., Il lavoro agile “ordinario” tra accordo individuale e (in)derogabilità della norma, in LDE, 2021, fasc. 3 [articolo in Rivista OPEN ACCESS GOLD].
  • Monda P., Some Thoughts on Industry 4.0 and Trade Unions, in Perulli e Treu eds, The Future of Work Labour Law and Labour Market Regulation in the Digital Era, Kluwer Law International, 2021, 315-324 [capitolo in libro].
  • Spedicato G., Mercati virtuali secondari tra libertà di iniziativa economica privata e rispetto degli altrui diritti di proprietà intellettuale, in GComm, fasc.3, 2021, 491-513 [commento in Rivista].
  • Zilli A., La trasparenza salariale tra diritti e tecnologia, in LG, 2021, fasc. 6, 579-590 [articolo in Rivista].
  • Zilli A., Oltre la subordinazione, nella pandemia: il progetto di un focus sul reddito da lavoro degli autonomi, introduzione alla raccolta speciale monografica a cura della A. medesima, in LDE, fasc. 3/2021 [raccolta monografica in Rivista OPEN ACCESS GOLD].

Relazioni e interventi nel secondo anno di progetto:

  • 11-13 marzo 2021, A. Zilli, organizzatrice di Employment law in the covid-crisis France and Italy in comparison, international online workshop.
  • 19 marzo 2021, A. Zilli, organizzatrice di La prova statistica nel processo civile, convegno presso la Università di Udine.
  • 12 Aprile 2021, A. Zilli (anche organizzatrice), Dir. 78/2000: la prima volta della Cassazione, seminario congiunto delle Università di Udine e Università di Innsbruck.
  • 16 aprile 2021, A. Zilli (anche organizzatrice dell’intero ciclo di 7 eventi “Diritto della Sicurezza Digitale”), Nuove tecnologie e dignità della persona che lavora, relazione a convegno Connessioni fra diritto e tecnologia, Università di Udine.
  • 22 aprile 2021, A. Zilli (anche organizzatrice dell’intero ciclo di 7 eventi), Il trattamento dei dati personali nel rapporto di lavoro tra obblighi di pubblicazione e riservatezza, Università di Udine.
  • 30 aprile 2021, G. Gaudio (anche co-organizzatore, con M. Falsone), Quali regole governano gli strumenti di algorithmic management nella gestione del personale?, relazione a convegno, Lavoro e impresa al tempo degli algoritmi. Quattro domande per un dialogo interdisciplinare, Univ. di Venezia.
  • 16 luglio 2021, G. Gaudio, Future of Work, Future of Regulation: Transparency in Algorithmic Management and Gender in the Platform Economy, Univ. of Bristol.
  • 28 giugno 2021, G. Gaudio, Algorithmic bosses can’t lie! How to foster transparency and limit abuses of the new algorithmic managers, at Labour law and artificial intelligence conference, Warsaw, Poland, 27-29 June, 2021.
  • 1 luglio 2021, M. Falsone, Qualificazione e tutele del lavoro mediante piattaforme digitali, relazione a Etero-organizzazione e lavoro mediante piattaforme digitali, La Sapienza Roma.
  • 8 settembre 2021, G. Gaudio, intervento, presso Transformation of work: challenges to labor law, at The XXIII World Congress of the International Society for Labour and Social Security Law (ISLSSL), Lima. Perù, 7-10 September.
  • 19-22 settembre 2021, L. Battista, intervento, come Staff dell'Organizing Committee, "Seminar Of Comparative Labour Law “Pontignano XXXVII”, Labour Relations In The Digital Era, Bertinoro, 2021.
  • 22 settembre 2021, S. Castellucci, participation a "Seminar Of Comparative Labour Law “Pontignano XXXVII”, Labour Relations In The Digital Era, Bertinoro, September 19th-22nd 2021.
  • 2 dicembre 2021, P. Monda, Le prospettive di riforma del lavoro agile nel «pubblico», Il lavoro agile tra passato e futuro, tra poteri e libertà, giornata di studio presso la Università di Napoli Federico II.
  • 3 dicembre 2021, G. Gaudio, C’è ma non si vede. Controllo algoritmico e tutela della privacy dei lavoratori, seminario on line SDL HUB.
  • 7 dicembre 2021, L. Battista, Riders, piattaforme e diritto del lavoro, seminario presso il Dipartimento di Sociologia e Diritto dell’Economia, Università di Bologna.
  • 10 dicembre 2021, P. Monda, La “scelta” del dirigente pubblico: le norme applicabili e l’apporto della giurisprudenza, relazione a L’evoluzione normativa del lavoro pubblico e il rafforzamento della capacità amministrativa: problemi e prospettive, Complesso del Real Belvedere di San Leucio.
  • 16 dicembre 2021, D. Casale (anche co-organizzatore), intervento, presso Seminari di Bertinoro Dialoghi di diritto del lavoro tra cielo e mare XVI edizione, Temi e approdi della ricerca scientifica giuslavoristica: lo stato dell’arte dei prin finanziati dal Miur, Bologna, 16-17 dicembre 2021, nonché gli interventi degli altri membri prin:
    --- Falsone, Intervento, per l’Unità di ricerca della Università Ca' Foscari di Venezia;
    --- Monda, Intervento, per l’Unità di ricerca dell’Università degli studi di Napoli Federico II;
    --- Zilli, Intervento, per l’Unità di ricerca dell’Università degli studi di Udine;
  • 14 gennaio 2022, Falsone M. (anche organizzatore), La qualificazione dei rapporti lavorativi: subordinazione, autonomia, esigenze di tutela, presso il convegno Lavoro e Diritti nella Rivoluzione di Internet, Università Venezia Ca’ Foscari, 13-14 gennaio 2022, nonché gli interventi degli altri membri prin:
    --- Battista, Innovazione tecnologica, riorganizzazioni industriali e occupazione;
    --- Casale, Intervento di coordinamento della sessione;
    --- Cordella, Le relazioni sindacali nel settore del food delivery: la prospettiva interna;
    --- Falsone, Subordinazione e (dis)continuità della prestazione;
    --- Gaudio, Il contenzioso sui diritti dei lavoratori al tempo del management algoritmico;
    --- Giovanella, Privacy del lavoratore e nuove tecnologie: profili di diritto comparato;
    --- Guardigli, I criteri di imputazione della responsabilità ex art. 2049 c.c., sotto la lente dei modelli di lavoro della rivoluzione digitale;
    --- Miotto, Il bilanciamento degli interessi nel diritto commerciale: il crowdfounding;
    --- Monda, Tutele collettive e riders: quali vincoli dal diritto eurounitario?;
    --- A. Zilli, Intervento di coordinamento della sessione.